L'emergenza carceri è un caso istituzionale, e non solo

Al convegno sul tema delle carceri in corso al Senato e organizzato dai Radicali, il capo dello stato Giorgio Napolitano ha detto: "Quella delle carceri è una realtà che ci umilia in Europa. Sulla situazione c'è il peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche, tra una tendenza al principio di depenalizzazione e depenitenziarizzazione e una ciclica ripenitenziarizzazione con un abuso del ricorso alla custodia cautelare". Leggi Quo vadis, Pannella?
16 AGO 20
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Al convegno sul tema delle carceri in corso al Senato e organizzato dai Radicali, il capo dello stato Giorgio Napolitano ha detto: "Quella delle carceri è una realtà che ci umilia in Europa. Sulla situazione c'è il peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche, tra una tendenza al principio di depenalizzazione e depenitenziarizzazione e una ciclica ripenitenziarizzazione con un abuso del ricorso alla custodia cautelare".
Per Napolitano, parte del problema delle condizioni "disumane dei detenuti" viene dalle divisioni della politica. Alcuni dubbi, dopo l'arresto del deputato Alfonso Papa, li hanno suscitati anche i Radicali, che da anni denunciano il problema. Ruggero Guarini oggi sul Foglio ha parlato del passaggio "dal saldo garantismo di Traiano dei Radicali alle sbavature manettare". Scrive Guarini: "Ora che anche i nostri Radicali, antichi e combattivi maestri di garantismi, giustizie giuste e prigioni umanamente corrette hanno scoperto l’utilità e il valore della carcerazione cautelare, urge tornare a chiedersi chi ha inventato il 'garantismo'" (leggi tutto l'articolo).
E in effetti, l'emergenza carceri non è solo questione dei detenuti. E' un disagio che affligge pure medici, infermieri educatori, ma anche i dirigenti, che poche settimane fa sono scesi in piazza distribuendo l’ordinamento penitenziario listato a lutto per sottolineare la distanza tra ciò che si dovrebbe fare e ciò che invece si fa all’interno degli istituti in materia di sicurezza, salute e rieducazione (leggi tutto l'articolo).
"Questa realtà non è giustificabile in nome della sicurezza, che così è più insidiata che garantita", ha detto il capo dello stato. Anche il Foglio, in un editoriale, aveva chiesto al ministro della Giustizia successore di Angelino Alfano, Nitto Palma, di occuparsi dell'emergenza.
Napolitano ha poi parlato dei possibili interventi: "E' un'emergenza assillante dalle imprevedibili e forse ingovernabili ricadute, che va affrontata con i rimedi già messi in atto e con ogni altro possibile intervento, non escludendo nessuna ipotesi che potrebbe essere necessaria. E' dalla politica che devono venire le risposte".